Il Counselor professionista

Chi è il Counselor Professionista?

Rispondere a questa domanda è semplice ma al tempo stesso complesso, semplice perché il Counselor Professionista è un operatore nella relazione d’aiuto, complesso perché si tratta di una nuova professione (in Italia esiste da una decina d’anni – negli Stati Uniti dagli anni ’30 del secolo scorso) e le sue caratteristiche professionali prevedono capacità e competenze di ascolto attivo, colloquio e orientamento, accompagnare il cliente nella scoperta delle proprie risorse affinchè possa nel migliore dei modi e attraverso le proprie risorse personali interne, affrontare, gestire e sciogliere i conflitti presentati.

Quali sono i settori lavorativi?

I settori lavorativi sono molteplici e si snodano tra il privato (colloquio con singoli o coppie); lo scolastico (mediazione del conflitto tra compagni e/o insegnanti, orientamento, ricerca della migliore strategia per gestione del gruppo classe, ecc. ecc.); sempre nell’ambito scolastico, corsi agli insegnanti e gestione delle assemblee e altro ancora. Nel settore aziendale, per migliorare il clima lavorativo, aumentare la produttività, ricerca e selezione del personale (visto non solo sulla base delle competenze ma soprattutto sulla base della relazione); nel settore sanitario, sociale, sportivo e altro ancora.

Il professionista di Counseling può realizzare e quindi proporsi con progetti studiati appositamente sulle esigenze del cliente istituzionale: direzioni didattiche, squadre sportive, gruppi di adolescenti, gruppi genitoriali, gruppo famiglie, insegnanti, tossicodipendenti, alcolisti, lutto, ecc..

Il Counseling è un settore "psicologico"?

Al'inizio, forse, si poteva confondere con la pratica psicologica, ma oggi è decisamente diverso, il counselor non si occupa dell'intrapsitico ma dei problemi relazionali e specifici (i suoi colloqui con il cliente non superano i dieci incontri). Il counseling nasce come “evoluzione” umanistica e con una visione ottimista dell’uomo, si avvale  degli strumenti della comunicazione (e non solo) per il colloquio privato cercando di stabilire un rapporto empatico e dopo aver studiato le possibili soluzioni, accompagna il cliente verso il cambiamento.

Chi garantisce la professionalità del Counselor?

Premesso che nulla e nessuno può garantire che il professionista sia preparato adeguatamente (nè le Università nè gli Albi professionali), possiamo dalla fine dell'anno scorso (2012), quando finalmente è stata approvata la legge sulle "libere professioni" avere almeno la certezza di un percorso di studi di minimo tre anni post diploma con un lavoro personale importante (almeno 100 ore di gruppo o 50 individuali) e quindi un totale formativo di 700 ore minimo. Questo percorso permette l'iscrizione ad un'associazione professionale che garantisce il cliente del professionista anche tramite un'assicurazione sulla responsabilità civile e a sua volta, l'Associazione è soggetta alle norme della citata legge.

Crediti formativi

È possibile ottenere il riconoscimento di crediti formativi (ogni credito formativo è pari a 50 minuti di formazione) che il corsista sia in grado di presentare, certificare o autocertificare, relativamente a competenze riguardanti le materie oggetto della formazione in Counseling Relazionale o l’area della crescita personale.

Sarà possibile riconoscere come credito formativo precedentemente acquisito (previa attenta valutazione della direzione didattica) fino ad un massimo di 120 crediti per quanto riguarda l’iter formativo stesso e di 50 crediti formativi inerenti il percorso di crescita personale.

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